mercoledì 23 marzo 2011

Nucleare : governo sconcertante

Michele Grosso

Quanto sta avvenendo in questi giorni sulla questione del “nucleare” in Italia è davvero sconcertante. Abbiamo visto il governo prepararsi a dare il via alla fase “nucleare”, partendo dal taglio agli incentivi per il fotovoltaico previsti nel nuovo conto energia, presentato solo tre mesi fa dallo stesso governo, per poter destabilizzare una tendenza che dal 2007 ad oggi ha visto la produzione di energia da questa fonte “rinnovabile” e “sicura” raggiungere la cifra di 7.000 megawatt, dar vita ad un settore economico in contro tendenza con la crisi che stiamo vivendo e con un costo pari a zero per lo stato, visto che il contributo riconosciuto a chi installa questi impianti è già previsto nelle bollette che paghiamo ed ha un'incidenza in esse molto minore ad esempio rispetto a quello che paghiamo per le perdite di energia che si hanno, e che si avrebbero con il “nucleare”, con il trasporto di energia elettrica dalle centrali agli utenti finali. E' chiaro quindi che per giustificare la necessità “nucleare” occorre ridurre la produzione da fonti rinnovabili e quale modo migliore se non quello di non dare certezze a questo settore...Successivamente abbiamo visto il governo alle prese con le regioni, alcune amministrate dalla coalizione presente al governo (vedi Veneto, Piemonte e Lombardia), che categoricamente hanno detto di no all'installazione delle centrali sul loro territorio. Premesso che una centrale “nucleare” costruita in Toscana avrebbe le stesse nefaste conseguenze per tutti noi, in caso di incidente, di una costruita in Piemonte o in Puglia, probabilmente è subentrato anche un ragionamento politico che deve aver consigliato questo governo a rimanere nel vago sull'identificazione dei siti, visto che da molte parti a maggio si vota...Ma come se non bastasse, ci si è messa anche la natura a ricordarci che non esiste la certezza assoluta sulla sicurezza di queste centrali, fossero loro anche non di ultima generazione ma addirittura di futura generazione, visto che sono gli uomini a costruirle. Avevamo detto di no già una volta a questo tipo di produzione energetica, ora che abbiamo la possibilità di intraprendere una strada che può portarci ad avere dei risultati nel settore delle rinnovabili, sia in termini ambientali che economici (per tutti), si fa di tutto perché venga interrotta a vantaggio degli interessi di chi entrerebbe nell'affare del “nucleare” (per pochi). Diventa più che mai necessario, a questo punto, non perdere di vista quello che questo governo vuole fare, nonostante la moratoria di un anno (guadagnare tempo per far perdere sensibilità al problema) e presentarsi al voto del referendum promosso dall'Italia Dei Valori sul “nucleare” perché si raggiunga il quorum e si possa scegliere noi il nostro futuro.

Michele Grosso
Capogruppo IDV Consiglio Comunale Cecina
Responsabile Ambiente ed Energia IDV Provincia di Livorno  

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