lunedì 2 maggio 2011

Case dell’acqua: Dopo i tagli alle rinnovabili ecco che si cancella anche il servizio di erogazione gratuita dell’acqua. Indecente la mossa del governo

Foto di Marta Gazzarri
Marta Gazzarri
Dopo i tagli sugli incentivi alle rinnovabili ecco il nuovo tentativo del Governo di minare un campo, quello della green economy, che consente un effettivo risparmio non solo economico ma anche ambientale. Il Ministero, con un escamotage pretestuoso, mette a rischio le ‘Case dell’acqua’, unici punti di distribuzione gratuita dell’acqua; di quello che, a buon diritto, dovrebbe essere considerato un bene pubblico a tutti gli effetti. Paragonandole ai normali luoghi di somministrazione di bevande, le ‘Case dell’acqua’ verranno sottoposte alla stessa tipologia di controlli e procedure, misura questa che potrebbe minare la loro stessa sopravvivenza. I cittadini, ancora una volta, rischiano di non poter più usufruire di un servizio capace non solo di incidere favorevolmente sul bilancio economico delle loro famiglie, già provate dalla dura crisi di questi anni, ma anche di aiutare l’ambiente con piccoli gesti che, insieme, forniscono un buon esempio di sostenibilità. Molti cittadini, anche in Toscana, hanno cominciato ad apprezzare questo tipo di servizio che, dati alla mano, risparmia l’uso di circa 620 mila bottiglie all’anno e ben 65 tir in meno su strade e autostrade. Un servizio che, io per prima, poco più di un anno fa, avevo accolto con enorme soddisfazione a Livorno, quando, da Vicesindaco, inaugurai le fontanelle di acqua gratuita in città. L’ennesima astuta mossa della maggioranza al Governo si dimostra un duro attacco ad un settore su cui investono molte famiglie ed un chiaro segnale di protezione nei confronti delle solite lobby che godono di canoni di concessione delle sorgenti idriche ancora di fatto inferiori a quanto stabilito dalle linee guida nazionali approvate nel 2006 con la conseguenza che gli introiti non sono neanche sufficienti alla copertura dei costi necessari per i controlli igienico- sanitari e per lo smaltimento della plastica utilizzata. Come Italia dei Valori denunciamo il provvedimento del Ministero della Salute ed abbiamo consegnato un’interrogazione alla Giunta sia per chiedere se potrà ingenerare una maggiore difficoltà di attuazione da parte dei Comuni toscani sia per verificare lo stato attuale della determinazione dei canoni di concessione alle società di imbottigliamento e la loro effettiva rispondenza alle linee guida dettate a livello nazionale.

Marta Gazzarri
Capogruppo in Consiglio Regionale

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